Al Presidente della Giunta regionale
Premesso che:
– Le ASP della Regione Calabria, tramite le commissioni distrettuali di verifica dell’appropriatezza prescrittiva, hanno imposto ai medici di base importanti limitazioni sia per quanto riguarda le prescrizioni di farmaci, sia gli esami strumentali, sia le prescrizioni di visite di controllo specialistiche ai pazienti cronici. – Le conseguenze sono tangibili: ulteriori allungamenti delle liste d’attesa, una grande complicazione della burocrazia sanitaria ed un “caos ragionato” che a volte vanifica i diritti all’esenzione del ticket. Tutte conseguenze pagate dai pazienti calabresi. – Nell’ultimo anno i medici di base stanno subendo continui richiami a causa delle prescrizioni di farmaci ai propri assistiti, che secondo i parametri superano i tetti di spesa. Come in un vero e proprio processo, sono costretti ad affrontare commissioni, presentare controdeduzioni e giustificare le decisioni prese nell’ottica della salute dei pazienti. La cosa grave è che i medici di base non sono stati chiamati per tempo a far parte di un percorso condiviso su come poter razionalizzare la spesa – cosa assolutamente giusta – con criteri comuni e razionali, sono stati invece chiamati a dare spiegazioni a posteriori, anche su prescrizioni fatte un anno prima, con grandissime difficoltà a reperire documentazione in difesa e conseguenti sanzioni retroattive anche di migliaia di euro trattenute dagli stipendi: lo spirito dei controlli è stato punitivo e sanzionatorio e non costruttivo e migliorativo. Questo ha causato ovviamente un clima di “terrore” che induce i medici, per non incorrere in sanzioni, a limitare prescrizioni necessarie, come per esempio gli esami strumentali, demandandoli agli specialisti o i farmaci come antibiotici, antinfiammatori, gastroprotettori, i medicinali in DPC, costringendo i pazienti ad acquistare i farmaci a prezzo pieno. – Tutto ciò ha ovviamente delle ricadute sui pazienti, in modo particolare su quella fascia di popolazione che non può ricorrere alle cure private e che ha difficoltà ad acquistare i farmaci a prezzo pieno, che quindi a volte non ha altra scelta che smettere di curarsi. Al contempo, queste nuovo ruolo che viene attribuito richiesto al medico di base, è profondamente lesivo dell’autonomia e della professionalità, trasformando le priorità, da prevenzione e cura a semplice contabilità. Le conseguenze sono quelle di uno svuotamento del bacino dei medici di famiglia. – Preoccupazioni riguardo a questa situazione, sono state avanzate dai medici di tutto il territorio regionale, sostenute da forze politiche, organizzazioni sindacali e la stessa associazione di categoria FIMMG. Considerato che: – Il medico di medicina generale, visto lo stato della sanità calabrese, il deficit organizzativo della medicina territoriale, il mal funzionamento degli ospedali e i tempi di attesa per le visite specialistiche, rimane spesso l’unico baluardo sul territorio a cui la popolazione si può rivolgere, soprattutto in territori lontani dai presidi ospedalieri. Tutto ciò premesso e considerato Si interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella sua qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria,
Per sapere:
quali utili ed urgenti provvedimenti intenda adottare, nell’immediatezza, per ripristinare un sistema equo di prescrizione di farmaci e visite di controllo che tuteli sia i pazienti che i medici di base.
12/02/2026
G. FALCOMATÀ


