Il Consiglio Regionale,
Premesso che:
– il Ministero della Cultura, ai sensi dell’articolo 50‑
ter del decreto‑
legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, ha proceduto al reclutamento di personale non dirigenziale a tempo determinato part‑
time, destinato anche agli istituti e luoghi della cultura della Calabria;
– la legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2025 e bilancio pluriennale 2025‑
2027), all’articolo 1, comma 134, ha consentito il rinnovo dei relativi contratti solo fino al 28 febbraio 2026;
– con nota del 2 marzo 2026 la Direzione regionale Musei nazionali Calabria ha rappresentato al Ministero della Cultura che la cessazione, alla data del 28 febbraio 2026, di oltre 90 unità di personale a tempo determinato ha determinato una “significativa contrazione della capacità operativa” degli istituti, con immediata riduzione delle giornate e degli orari di apertura al pubblico, sospensione o rinvio di attività culturali e rallentamento di procedure amministrative e interventi PNRR. Considerato che: – Musei e Parchi archeologici statali hanno già comunicato riduzioni degli orari di apertura, anche a causa della carenza di personale con grave pregiudizio per il diritto alla fruizione del patrimonio culturale, per l’immagine turistica della Regione e per l’economia dei territori interessati;
– mentre per i lavoratori a tempo determinato del Ministero della Giustizia, assunti nell’ambito della medesima stagione normativa, è stato avviato un percorso di stabilizzazione nei ruoli dell’amministrazione giudiziaria, per il personale del Ministero della Cultura la mancata proroga dei contratti e l’assenza di un analogo percorso di stabilizzazione espongono circa 300 unità calabresi al rischio di fuoriuscita dal lavoro, nonostante esse garantiscano oggi l’apertura stessa di molti siti culturali. Ritenuto che: – la perdita di giornate di apertura e di servizi nei musei statali rappresenta un grave danno per le comunità locali e per il sistema turistico;
– la salvaguardia dell’occupazione del personale a tempo determinato del Ministero della Cultura, che dopo anni di precariato dedicato alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale calabrese si trova improvvisamente privo di lavoro senza alcuna prospettiva di stabilizzazione, rappresenta un imperativo etico e una priorità strategica per la Regione, che deve farsi carico di questa drammatica situazione lavorativa;
– la Regione Calabria, pur non avendo competenza diretta sul personale statale, ha il dovere istituzionale di tutelare il patrimonio culturale presente sul proprio territorio, anche sollecitando il Governo e il Ministero della Cultura ad adottare tempestive soluzioni organizzative e contrattuali.
Impegna la Giunta regionale
– a rappresentare con urgenza al Ministro della Cultura e al Governo nazionale la situazione di grave sofferenza degli organici nei musei e parchi archeologici statali calabresi, richiedendo la proroga immediata dei contratti a tempo determinato del personale in servizio in Calabria, con l’attivazione di misure per la salvaguardia dell’occupazione di circa 300 unità precarie del Ministero della Cultura, mediante l’avvio di un percorso di stabilizzazione analogo a quello previsto per il personale del Ministero della Giustizia, anche tramite procedure concorsuali riservate ai lavoratori ex art. 50-ter D.L. 73/2021 ;
– a chiedere che, nelle more, sia garantito il ripristino di orari e giornate di apertura idonei ad assicurare la piena fruizione dei siti, che hanno già comunicato pubblicamente la contrazione delle aperture per carenza di personale;
– a promuovere, anche mediante intese e protocolli di collaborazione, forme di sostegno alla valorizzazione dei musei statali calabresi, coordinando le proprie politiche culturali e turistiche con la Direzione regionale Musei nazionali Calabria.
03/03/2026
E. ALECCI, G. FALCOMATÀ, R. MADEO, G. RANUCCIO


