La città di Reggio Calabria custodisce da secoli una profonda e diffusa devozione popolare verso la Madonna della Consolazione, figura mariana che rappresenta uno dei riferimenti spirituali più significativi per la comunità reggina. La Madonna della Consolazione è stata proclamata Patrona Principale di Reggio Calabria ufficialmente il 26 agosto del 1752 con decreto della Sacra Congregazione dei Riti, organo del Vaticano all’epoca responsabile del Culto e delle cause dei Santi, consolidando una tradizione religiosa, culturale e identitaria profondamente radicata nel tessuto sociale della popolazione reggina. La devozione nei confronti della Madonna della Consolazione costituisce uno degli elementi più rappresentativi della religiosità popolare della Calabria e si esprime attraverso riti, celebrazioni e manifestazioni collettive di grande partecipazione. Secondo una delle ipotesi di tradizione storica, l’icona della Madonna della Consolazione, un’antica icona di Maria con il Bambino, fu portata a Reggio Calabria nel X secolo da Sant’Elia lo Speleota, eremita basiliano nato a Reggio nel IX secolo (863-960), da Pietro Bozzetta (o Laboccetta) e Leonzia Lentini nobili reggini. Il Santo donò il piccolo quadro, un’effigie orientale di grande pregio, ai genitori che lo collocarono nella piccola cappella edificata sul terreno di un’amena collinetta che guarda il mare di loro proprietà. L’icona fu collocata sopra un altare appositamente costruito ed era venerato da chi sostava in preghiera in quel santo luogo, in particolare alcuni diaconi selvaggi e degli eremiti che, attratti dalla serenità che vi si respirava, avevano creato un romitorio. Il luogo era indicato come L’Eremo della Madonna. Con il trascorrere dei secoli, il terreno su cui sorgevano la cappella e il convento erano passati per via ereditaria alla famiglia Diano Melito/Mileto ed erano ancora beni di proprietà di questa famiglia quando nel 1533 l’Arcivescovo di Reggio, Monsignor Centelles, concesse ai Frati Cappuccini di Valletuccio di fondare un convento del loro ordine nei dintorni della città. Il luogo prescelto fu esattamente quello dove sorgevano il romitorio e il convento e il Melito/Mileto non esitò a concedere una parte di quelle terre che gli appartenevano per consentire ai frati di costruire una chiesa con chiostro e un nuovo convento in onore di Nostra Signora della Consolazione. Alcuni anni dopo, il nobile Camillo Diano, sindaco della città, commissionò al pittore Nicolò Andrea Capriolo un nuovo dipinto da donare alla chiesa poiché l’antica icona appariva inadeguata alla grandezza del nuovo altare. Per rendere omaggio all’ordine francescano cui i cappuccini appartenevano, la nuova immagine incluse San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio da Padova ai lati della Vergine. L’antico quadretto che aveva dato inizio alla devozione Camillo Diano lo portò con sé come sacro ricordo. Il quadro eseguito nel 1547 è quello che ancor oggi il popolo reggino venera con profonda devozione, a cui sono sttribuiti numerosi miracoli. Tra i frati chiamati dal Vescovo Centelles vi erano Bernardini Molizzi e Lodovico Comi, reggini, cofondatori dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini.


