Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato l’Avviso n. 2/2026, destinato al finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale promossi dagli enti del Terzo settore. La misura dà attuazione all’articolo 72 del Codice del Terzo settore e mette a disposizione complessivamente oltre 10,5 milioni di euro per interventi da realizzare su scala nazionale. Le domande possono essere presentate dalle ore 10:00 del 17 settembre 2026 fino alle ore 12:00 del 22 ottobre 2026.
Si tratta di un’opportunità particolarmente rilevante per organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, fondazioni e reti associative, che potranno ottenere un finanziamento ministeriale compreso tra 250.000 e 500.000 euro per sviluppare progetti nei settori sociale, educativo, ambientale, sanitario e dell’inclusione, ma anche su temi di particolare attualità come Intelligenza Artificiale, competenze digitali, cyberbullismo, deepfake e utilizzo consapevole delle nuove tecnologie.
Dotazione complessiva
La dotazione finanziaria complessiva dell’Avviso ammonta a 10.533.994,88 euro. Le risorse sono distribuite su due annualità: 8.427.195,90 euro nel 2026 e 2.106.798,98 euro nel 2028. I fondi saranno assegnati ai progetti utilmente collocati in graduatoria fino al completo esaurimento delle disponibilità. Il Ministero prevede inoltre la possibilità di utilizzare eventuali ulteriori risorse che dovessero rendersi disponibili per finanziare progetti ammessi ma inizialmente non coperti per insufficienza dei fondi.
Chi può partecipare al bando
Possono presentare domanda, singolarmente oppure attraverso forme di partenariato, le Organizzazioni di volontariato (ODV) iscritte al RUNTS, le Associazioni di promozione sociale (APS) iscritte al RUNTS, le fondazioni iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore e le reti associative previste dall’articolo 41 del Codice del Terzo settore. Sono ammesse, a determinate condizioni, anche le fondazioni precedentemente iscritte all’Anagrafe delle Onlus che abbiano presentato domanda di iscrizione al RUNTS entro il 31 marzo 2026 e la cui istruttoria sia ancora in corso.
Per partecipare occorre inoltre essere in regola con gli obblighi previdenziali, assistenziali e fiscali e rispettare gli ulteriori requisiti soggettivi previsti dall’Avviso.
Contributi da 250.000 a 500.000 euro
Il finanziamento richiesto al Ministero deve essere compreso tra un minimo di 250.000 euro e un massimo di 500.000 euro.
La percentuale di contributo pubblico varia in funzione della tipologia di ente. Per ODV e APS il finanziamento ministeriale può arrivare fino all’80% del costo complessivo del progetto, con un cofinanziamento minimo del 20%. Per le fondazioni del Terzo settore, invece, il Ministero può finanziare fino al 50%, mentre almeno il restante 50% deve essere assicurato attraverso il cofinanziamento.
In caso di partenariati composti da soggetti di diversa natura, la percentuale viene determinata sulla base della prevalenza numerica di ODV/APS o fondazioni. Nel caso di perfetta parità, rileva la natura giuridica del soggetto capofila.
Un altro vincolo importante riguarda la dimensione economica del progetto: il costo complessivo non può superare le entrate risultanti dall’ultimo bilancio consuntivo depositato presso il RUNTS. Per i partenariati viene considerata la somma delle entrate degli enti partecipanti.
Progetti da realizzare in almeno 10 Regioni
Una delle caratteristiche principali dell’Avviso 2/2026 è la sua dimensione nazionale. I progetti devono infatti prevedere attività concretamente realizzate in almeno 10 Regioni italiane. Non è sufficiente una semplice campagna di comunicazione nazionale o la diffusione di contenuti attraverso un sito internet: devono essere previsti interventi effettivi sui territori interessati.
La durata dei progetti deve essere compresa tra 12 e 18 mesi. Inoltre, le iniziative non devono essere già oggetto di altri finanziamenti pubblici nazionali o comunitari.
Quali progetti possono essere finanziati
L’Allegato 1 dell’Avviso individua numerosi obiettivi e aree prioritarie coerenti con l’Agenda 2030. Le proposte possono riguardare, tra gli altri ambiti, il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, il volontariato giovanile, l’agricoltura sociale e sostenibile, la tutela della salute, l’inclusione delle persone con disabilità, l’educazione, la parità di genere, il lavoro dignitoso, la riduzione delle disuguaglianze, la rigenerazione delle comunità, il turismo sociale e accessibile, l’economia circolare e il contrasto ai cambiamenti climatici.
Particolarmente significativa è l’attenzione dedicata dal bando alle nuove tecnologie e all’Intelligenza Artificiale. Tra le attività ammissibili figurano infatti iniziative per favorire un uso etico dell’IA e delle nuove tecnologie, percorsi educativi rivolti a giovani e famiglie per svilupparne un utilizzo consapevole e critico, azioni contro abusi dell’IA e deepfake, interventi contro bullismo e cyberbullismo, nonché progetti destinati alla diffusione delle competenze digitali e STEM.
Ogni progetto può individuare un massimo di tre obiettivi e tre aree prioritarie di intervento, indicandoli in ordine di importanza.
Spese ammissibili e principali limiti
Sono finanziabili le spese strettamente collegate alla realizzazione del progetto e adeguatamente documentate. L’Avviso stabilisce alcuni massimali: i costi di segreteria, coordinamento e monitoraggio non possono superare complessivamente il 10% del costo totale; gli affidamenti a terzi di specifiche attività non possono superare il 30%; i costi di progettazione sono ammessi entro il 5%; le spese generali di funzionamento non direttamente imputabili alle attività non possono superare il 10%.
Non sono invece ammesse, tra le altre, le spese per ristrutturazione o acquisto di immobili, le attività promozionali non collegate direttamente al progetto e le iniziative o i convegni non previsti nella proposta approvata. Sono invece espressamente contemplate, nel rispetto delle condizioni previste dall’Avviso, anche spese per l’adeguamento, l’acquisto o il noleggio di autoveicoli e macchinari industriali o agricoli, purché direttamente funzionali al progetto.
Come e quando presentare la domanda
Le candidature sono aperte dalle ore 10:00 del 17 settembre 2026 e dovranno essere trasmesse tassativamente entro le ore 12:00 del 22 ottobre 2026. Il termine è perentorio e, una volta superato, il sistema non consentirà l’invio della domanda.
La procedura è interamente telematica e la domanda deve essere presentata tramite la piattaforma del Ministero del Lavoro, con accesso mediante SPID e previa registrazione. Accedi alla piattaforma per la presentazione della domanda
Alla candidatura devono essere allegati i modelli previsti dall’Avviso, compresa la scheda della proposta progettuale e il Piano di monitoraggio e valutazione dell’impatto sociale – VIS, quest’ultimo da elaborare attraverso l’applicativo “Impact Call/Open Impact”. La documentazione deve essere prodotta in formato nativo digitale, in particolare PDF o XLS, e non attraverso moduli compilati manualmente e successivamente scannerizzati.


