Aisla, Amalia Bruni: dal convegno sulle malattie neurodegenerative uno sprone a fare sempre di più

Ho trovato di grande interesse il convegno Aisla che si è svolto a Catanzaro nei giorni scorsi dedicato alle malattie neurodegenerative nel quale si è parlato della assoluta necessità di rispondere in maniera adeguata ai bisogni di pazienti e famiglie.

E’ stata un’occasione importante per discutere di assistenza socio-sanitaria, di cure palliative, di assistenza domiciliare, di presa in carico multidisciplinare di malato e caregiver, oltre che di appropriatezza dei modelli assistenziali. Naturalmente un focus particolare è stato dedicato alla situazione in Calabria.

Un convegno voluto fortemente da AISLA per marcare la necessità di programmazione e realizzazione di servizi in un settore della sanità per il quale ( purtroppo come in tanti altri) si è molto indietro e pazienti e famiglie combattono quotidianamente spesso per esigere non il plus ma i diritti.

Ovviamente non basta organizzare forum e tavole rotonde per poter dire che i problemi sono avviati a soluzione. Nel corso dell’incontro ci sono state testimonianze dirette di malati e familiari molto toccanti, che hanno mostrato la quotidianità di chi convive con tali malattie e le difficoltà che si incontrano giorno dopo giorno in un percorso doloroso, difficile e complesso che ha necessariamente bisogno di interventi multidisciplinari.

Personalmente ho rimarcato ancora una volta che percorsi di cura e assistenza adeguati per queste patologie necessitano di un giusto supporto non solo dal lato sanità, ma anche da quello politico e del territorio. Processi che debbono tener conto del singolo paziente, dei loro familiari con la dovuta dignità e trasparenza.

Come Vicepresidente della Commissione Sanità mi sono resa disponibile a portare avanti tali discussioni anche in Consiglio e audizioni in commissione sanità.

La vera tragedia della nostra regione è che siamo carenti in tutto e quindi dobbiamo contare sul massimo degli aiuti possibili, primo fra tutti, quello del Terzo Settore nella co progettazione e cogestione dei percorsi assistenziali che comunque vanno sviluppati.

La guarigione purtroppo ad oggi non può essere una speranza per queste malattie ma il migliorare la qualità della vita attraverso una presa in carico corretta e una maggiore attenzione ai bisogni di pazienti e familiari è dovuta ed ‘eticamente’ indifferibile.

close

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Iscriviti per ricevere le news direttamente nella tua casella di posta.

Privacy policy