Bevacqua:”Siamo preoccupati, il rischio è trasformare la Calabria in un bancomat…”

Consorzio unico, la centralità della Cittadella, la sanità, lo scippo del Pnrr, Roberto Occhiuto che non riconosce più il ruolo del consiglio. Il capogruppo Pd in consiglio regionale, Mimmo Bevacqua, non le manda a dire alla regnanza di governo regionale.

Il presidente rischia di andare a sbattere…Finirà come con Sacal e Azienda Zero, vedrà. O come con altre leggi approvate dal consiglio regionale nel 2021 e nel 2022. Poi un bel giorno arriva la Corte dei Conti e chi pensa di poter cambiare tutto senza fare i conti con gli organi di controllo forse ritorna con i piedi sulla terra. E non mi sorprenderei affatto se anche il Consorzio unico di Calabria dovesse essere pesantemente censurato. Ma di questo ne parleremo tra qualche anno…》.

A Mimmo Bevacqua, capogruppo Pd in consiglio regionale, non va proprio giù la faccenda culminata nella seduta del 3 agosto in consiglio regionale…

《Ma niente di personale, ci mancherebbe. Non è nel mio costume e nella mia cultura democratica. Sono e siamo contrariati perché il Consorzio unico di Calabria è una stortura, per forma e sostanza. E vedrà quanti guai si porterà appresso…》.

Lei però è stato molto duro con il presidente Occhiuto in aula anche sul piano delle personali movenze democratiche…

《Ho semplicemente ricordato al presidente Occhiuto le sue frasi di un tempo, frutto di cultura democratica e democristiana dalla quale proveniamo. E cioè la sovranità dell’assemblea, del consiglio. La discussione, il confronto, la sintesi, la concertazione. La politica, insomma. Per queste ragioni mai e poi mai avrei pensato che venisse posta proprio da lui la fiducia per la prima volta nella storia del regionalismo. E consegna all’aula pacchi già chiusi pronti solo per essere approvati. È successo con i suoi decreti omnibus, per Azienda Zero, Sacal, Sorical, Arrical e ora per i consorzi》.

A voi però vi accusa di fare una opposizione ideologica senza mai proporre nulla, lo ha affermato anche nella sua replica nell’ultimo consiglio regionale…

《Occhiuto viene dalla vecchia scuola, è entrato in consiglio regionale nel 2000 e sa bene com’è cambiato il ruolo del consiglio regionale con la riforma delle legge elettorale che assegna ai presidenti poteri quasi assoluti. E mi fermo qui. E poi su cosa noi avremmo dovuto collaborare o dire la nostra se in consiglio le riforme sono arrivate già belle e impacchettate, frutto di proposte della giunta? Avevamo tentato di dire fermiamoci sulla fusione dei comuni nella prima fase e non siamo stati ascoltati, costringendoci ad abbandonare l’aula per protesta. Sulla sanità nemmeno la rete ospedaliera è stata portata in consiglio per dirci cosa ne pensate. Avevamo predisposto un progetto di legge denominato montagna solidale per la salvaguardia delle aree interne, ma anche per la difesa del suolo e la permanenza degli abitanti in queste aree di per sé difficili e fragili, senza mai ricevere risposte. Avevamo depositato 3 mesi fa una nostra proposta sui consorzi ricevendo risposta e attenzione pari a zero. Se ad esempio, avesse chiesto al sottoscritto cosa ne pensassi della facoltà di Medicina a Cosenza avrebbe avuto il mio sostegno e quello del gruppo in una logica di potenziamento dell’offerta formativa delle università calabresi. Ma nemmeno questo ci è stato chiesto. Ci faccia fare quindi, almeno, la nostra opposizione ideologica il presidente Occhiuto. Anzi, lo diciamo apertamente, da ora in poi, dopo la pausa estiva, alzeremo ancora di più i decibel della nostra posizione. Il presidente potrà anche continuare a fare il censore tra i belli e i buoni dell’opposizione. Ma vorrei ricordare che il Pd è un partito radicato ed ha sul territorio amministratori e dirigenti. A loro dobbiamo rispondere e raccogliere le loro richieste e le loro tante perplessitá. A differenza di qualche altro consigliere regionale pronto a mettere qualche bandierina per qualche velleitaria battaglia identitaria o perché trasversale per formazione e preoccupato, magari, della sua postazione… Dopo l’ultimo consiglio sappiamo bene quali sono i confini legati alla maggioranza o minoranza. Chi rimane vincolato al mandato ricevuto dagli elettori e chi no. Personalmente ho apprezzato la coerenza dei 2 capigruppo di minoranza, Lo Schiavo e Tavernise che come noi hanno difeso la dignità del consiglio regionale e le ragioni di una minoranza solidale e che non cede alle lusinghe o ai tentativi di divisione che vengono messi in atto in ogni occasione》.

Ma perché, una volta per tutte, proprio non convince questo Consorzio unico? Anche Gratteri sostiene che i consorzi in passato hanno spesso rappresentato inefficienza e malcostume…

《Attenzione a non strumentalizzare a piacimento le parole del procuratore di Catanzaro, al quale va sempre il nostro ringraziamento per il lavoro essenziale che svolge per affermare i principi della legalità e della trasparenza. Gratteri però non ha fatto uno spot al Consorzio unico, non è nelle sue corde immaginiamo. Ha semmai confermato l’esigenza di rendere produttivi questi enti, con una programmazione efficace e controlli seri e serrati sugli obiettivi da raggiungere.
E, ripeto, se i consorzi produttivi non lo sono stati fin qui e se spesso hanno prodotto sacche di parassitismo e clientele (come ho affermato nel mio intervento in consiglio) abbiamo pur sempre un assessore da 4 anni che se ne occupa e potremmo chiedergli conto su cosa il centrodestra ha fatto in termini di programmazione per regolamentare, controllare e modificare quello che non funziona. E poi credo che bisogna smetterla di inseguire dirette facebook e vulgate populiste, la politica è altra cosa…》.

Cioè a dire?

《I consorzi o li cancelliamo, ma non è possibile in quanto la loro funzione è storica e rientra tra l’altro nell’intesa Stato-Regioni, oppure riconosciamo a loro il proprio ruolo quali centrali territoriali delle istanze degli agricoltori. Di più. I consorzi sono degli agricoltori, dei produttori. Che intervengono nella loro diversità perché diversa è la Calabria in ogni suo angolo. Un Consorzio unico è prepotenza senza costrutto, ma anche scarsa conoscenza della diversità della Calabria. Per questo noi dal confronto con gli attori interessati eravamo arrivati a proporne 5 che per noi rappresentavano il punto di partenza del confronto democratico…》.

Ma allora perché il governo della Regione è andato avanti a testa bassa?

《Dovrebbe chiederlo a loro. Noi abbiamo posto 2 domande nel dibattito: la prima, ci sono ragioni politiche? La seconda, è una scelta legata a ragioni di bilancio e per eliminare queste si dà vita al consorzio unico? Ma non abbiamo ricevuto risposte se non quella che sentiamo come ritornello ad ogni occasione in cui esprimiamo critiche: studiate, approfondite. Noi facciamo le riforme e voi criticate. Come se la critica o meglio le osservazioni non siano ammesse nell’ era Occhiuto. Ma il tempo ê galantuomo e tra qualche anno ne riparleremo. Così come ne riparleremo con chi confonde gli enti strumentali con gli enti pubblici vigilati…Ma è la visione generale del governo regionale che convince sempre meno. Non si può centralizzare tutto ogni volta senza entrare nella complessità del merito》.

Un atto di accusa anche nei confronti dei colleghi di maggioranza?

《Di accusa no, di realismo… Tutti i provvedimenti più importanti approvati sono stati di diretta emanazione della giunta e del suo presidente. E mi fempo qui》.

Lei ha parlato anche di ansia da prestazione, di voglia matta e vorace di centralizzare tutto…

《Sì, è proprio così. Abbiamo detto di Sacal, di Sorical di Azienda Zero. Ma ci sono anche le terme, c’è anche Arrical. Ha senso secondo lei? Nuova sigla, vecchi guai strutturali per le acque e la depurazione e, soprattutto, che ne è del debito mostruoso che Sorical aveva nei confronti di una banca tedesca? Che facciamo, statalizziamo e centralizziamo il futuro e “bruciamo” il passato? E soprattutto, in mancanza di un forte socio privato, ora che ne sarà degli investimenti nel settore e del naturale rischio d’impresa? Arriverà più acqua nelle case dei calabresi? Si gestiranno meglio i rifiuti, risolviamo i problemi della depurazione? Ho i miei dubbi…》.

Forse ne ha fin troppi…

《Perché tanta è la materia del contendere a proposito della centralità della Cittadella. Secondo lei convincono queste operazioni? Sono capaci di fornire servizi migliori? A noi non sembra affatto, mi creda. Basta vedere ogni giorno le lamentele e le perplessità espresse da molti sindaci per capire lo stato dell’arte. Fatti tanti risultati zero. Anzi, azienda zero…》.

Ironia per planare sulla sanita?

《Ci si arriva più o meno naturalmente. Azienda Zero ne è l’icona. Una sigla che dovrebbe stare sopra il Dipartimento e le Asp ma esiste una sanità regionale centralizzata che va anche oltre la Regione stessa? E per fare cosa poi, solo gare e fatture? Non a caso il Tavolo Adduce ha sempre censurato questa fantomatica azienda, mai partita del resto. Ha il bilancio, ma per fare cosa non si sa. A meno che non immaginiamo di scavalcare anche Regione e Asp appaltando ad un unico gestore la cosa più importante che c’è, la sanità. Ma su questo per esprimere un giudizio definitivo aspetterei altri sei mesi prendendo per buono quanto affermato di recente da Profiti》.

Non mi dirà però che in passato la gestione della sanità ha funzionato e convinto le opposizioni…

《Non dico questo, dico altro. E cioè che ora è chiaro a tutti chi sta con chi. Noi siamo per il progresso e il consolidamento della sanità pubblica. Questo governo regionale si muove esattamente per l’opposto, gli interessi di quella privata. Funziona così, sta funzionando così. Non si stanno prendendo delle decisioni, non si fanno scelte nette. Come un fiume carsico si lascia scorrere ma il disegno è preciso, accontentare tutti i privati per cui inevitabilmente ci rimette il sistema pubblico. Guardi cosa è successo con il budget ai tetti di spesa. Non si è usato il criterio del fabbisogno reale, ma quello della standardizzazione della spesa “migliore”. Il trionfo dell’extrabudget. E poi mi lasci dire una cosa.
Siamo stanchi di ricevere invettive ogni qualvolta in sanitá cerchiamo di porre un quesito, giusto o sbagliato che sia. E a proposito di bilanci delle Asp siamo molto preoccupati di ciò che potrebbe accadere nell’anno nuovo. Con lo sblocco delle procedure giudiziarie temiamo uno tsunami sulle aziende legato anche alla mancanza delle gare per l’auto assicurazione per i contenziosi di responsabilità professionale in quanto in questi casi di giudizio si rischia di pagare con risorse interamente di bilancio. Non so se mi spiego 》.

Nel frattempo arrivano anche sberle dal governo nazionale. Anche queste?

《Ma certo. Dopo tanti proclami a proposito del feeling e del canale direzionale tra Cittadella e Palazzo Chigi cosa arriva in cambio? Un miliardo in meno per il Pnrr. Calabria ancora una volta declassata a beneficio del grande Nord con Occhiuto che non si fa sentire, non si fa rispettare e non fa rispettare i calabresi. Ma ci faremo sentire noi, presto. Anche con forme di protesta clamorose. Dovrebbe farlo la Cittadella pure ma è impegnata in altro…》.

In cosa?

《Solo una corsa alla centralità amministrativa che non sempre è sinonimo di efficienza e modernità. Guardi che il pericolo c’è, siamo preoccupati per questo… 》.

Pericolo dice?

《Continuando così dietro l’angolo c’è la Calabria che non solo resta al palo ma si trasforma in una specie di bancomat… E ci auguriamo di cuore per i calabresi che il suo utilizzo crei opportunità e sviluppo e migliori i servizi. Noi invece siamo fortemente preoccupati del contrario…》.

Il Fatto di Calabria del 9 agosto 2023

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