Dimensionamento scolastico, il gruppo del Pd: «Fuori tempo l’appello dell’assessore Princi mentre le altre Regioni impugnano il decreto del governo». Presto un incontro pubblico sul tema

«Appare paradossale e fuori contesto l’appello dell’assessore Princi inviato tramite missiva a Enti con la quale incalza Province e Città Metropolitana di Reggio a “concertare con tutte le parti i piani di dimensionamento provinciali, a richiedere le apposite delibere dei Consigli d’istituto, a promuovere specifiche conferenze di ambito con le componenti interessate, creando occasioni di ascolto e di confronto con i territori”».
Ad affermarlo è il gruppo del Pd in Consiglio regionale tramite una nota stampa che così prosegue: «Dopo non avere ascoltato i continui appelli formulati dal nostro gruppo in ordine al rischio di perdere 79 autonomie per l’effetto del decreto approvato dal governo, adesso arriva un invito alla concertazione. Proprio nel momento in cui le altre Regioni italiane impugnano lo stesso decreto davanti al Tar e, comunque, sono in attesa dell’esito dei ricorsi spinti davanti alla Corte Costituzionale, che saranno esaminati a partire dal prossimo mese di novembre, contro gli articoli della legge finanziaria 2023 relativi al dimensionamento scolastico. L’Emilia Romagna addirittura ha annunciato di avere voluto rafforzare la propria posizione a difesa della scuola ricorrendo al Tar per il Lazio contro il decreto interministeriale 127 del 30 giugno, inviato alle Regioni il 2 agosto, che stabilisce il numero delle autonomie scolastiche. Secondo i legali della Regione, infatti, è inapplicabile il taglio in assenza di un pronunciamento sulle competenze fornito dalla Consulta e, per questo, ricorre anche contro la “dimensione” della rete scolastica che il Governo ha definito attraverso il decreto. Del resto – proseguono i consiglieri dem – perplessità simili erano state espresse durante la riunione della Conferenza Unificata dello scorso maggio in cui Emilia Abruzzo, Campania, Puglia, Sardegna, Toscana, Upi e Anci, le associazioni dei Comuni e delle Province italiane avevano votato contro il dimensionamento che, tuttavia, è stato ugualmente approvato. L’inerzia della Regione Calabria, supina ai voleri del governo nazionale – prosegue la nota del Pd -, è stata totale fin dal principio. Nessuna opposizione al decreto e nessun ascolto ai ripetuti appelli arrivati in ordine ai rischi per la nostra Regione per l’effetto del dimensionamento per come programmato. Nello specifico nella nostra Regione si perderanno 29 autonomie nella provincia di Cosenza, 14 a Catanzaro, 8 a Crotone, 17 a Reggio Calabria ed 11 a Vibo Valentia. Ci saremmo aspettati che chi è stato votato per rappresentare la Calabria la difendesse, nelle sedi istituzionali, da un provvedimento che comporterà un impoverimento dell’offerta didattica per i nostri ragazzi e la perdita di numerosi posti di lavoro, circa 600, tra personale di segreteria e Dsga. E poi, istituti accorpati significano difficoltà organizzative e gestionali per i dirigenti scolastici, classi più numerose, dispersione scolastica, impoverimento dei piccoli centri. Ancora una volta, il Governatore Occhiuto ha scelto di chinare la testa dinanzi alle scelte di un Governo chiaramente antimeridionalista. E se le linee guida della regione in qualche modo provano a “mettere una toppa”, le conseguenze non si potranno limitare. E a ben poco vale adesso la lettera dell’assessore Princi. Quella sul dimensionamento – conclude il gruppo del Pd – è una battaglia che abbiamo il dovere di portare avanti in altra maniera e lo faremo con le scuole, con i sindacati, in piazza se sarà necessario. Promuoveremo, al più presto, insieme al partito regionale, un incontro pubblico con i sindacati della scuola, i dirigenti scolastici, gli insegnanti e tutti i soggetti interessati».

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