Visita cardiologica negata a paziente invalido a Catanzaro

Alecci. “Non è accettabile che un paziente anziano e invalido non riesca a fare una visita così importante per la propria vita nella propria Città. E’ scandaloso che la preoccupazione del management sanitario sia quella di applicare tutte le procedure, invece di occuparsi del benessere del paziente.”

La nota di Gandolfo Miserendino, commissario straordinario di Azienda Zero, in risposta al caso sollevato dal Codacons riguardo le difficoltà riscontrate da un anziano ultraottantenne invalido di Catanzaro nel fare una visita cardiologica presso l’Ospedale Pugliese-Ciaccio, non possono non provocare sdegno e, in un secondo momento, alcune riflessioni. Non è accettabile pensare che un paziente anziano e malato non riesca a fare una visita così importante per la propria vita all’interno di una struttura della propria Città. E’ scandaloso che di fronte ad una caso del genere, la prima preoccupazione del management sanitario sia quella di aver applicato tutte le procedure, invece di occuparsi della risoluzione del caso e del benessere del paziente. Fino a quando dovremo accettare situazioni del genere e subire sulla nostra pelle l’incapacità organizzativa della nostra Sanità?

Episodi di questo tipo, infatti, dimostrano che nonostante la creazione di Azienda Zero sia stata una delle primissime azioni del Presidente e Commissario Occhiuto sul finire del 2021, oggi a più di 2 anni e mezzo da allora, c’è ancora tantissimo (se non tutto) da fare, dal momento che un “caso” che in una “Regione Normale” (aggettivo non usato a caso…) sarebbe di ordinaria amministrazione, in Calabria ha mandato in tilt un intero dipartimento tanto da generare una nota dell’ufficio stampa del manager più alto in grado.

Le parole di Miserendino, oltre a rimarcare una preoccupante distanza tra l’apparato sanitario e gli utenti, dimostrano una grande attenzione nel prevenire qualunque tipo di errore procedurale, mentre, probabilmente, questa grande attenzione sarebbe stato meglio rivolgerla alla salute dell’anziano signore e alle sue reali possibilità di spostamento sul territorio, visto che gli ambulatori proposti per l’eventuale visita, sono a oltre mezz’ora di distanza. Distanza che non può essere certamente coperta con l’utilizzo di mezzi pubblici, data l’età e lo stato di salute. E’ evidente che l’intera vicenda poteva e doveva essere trattata diversamente e avere un diverso epilogo. Se come ama dire il nostro Presidente, al momento del suo insediamento “la Sanità calabrese era in coma”, bisogna dire che ad oggi, dopo più di due anni e mezzo, le cure per uscire dal coma non stanno producendo alcun effetto.

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