Mancata istituzione della Rete Regionale delle cure palliative e inadempienza rispetto alla Legge 38/2010 e ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).. INTERROGAZIONE n. 56 del 19/02/2026

Al Presidente della Giunta regionale

Premesso che:

• La Legge 15 marzo 2010, n. 38 garantisce l’accesso ai servizi di cure palliative e terapia del dolore come diritto del malato inguaribile, adulto o minore, in ogni fase della malattia e in ogni luogo di cura. • Le cure palliative rappresentano uno specifico Livello Essenziale di Assistenza (LEA), volto a garantire la dignità della persona, l’appropriatezza delle risposte assistenziali e il supporto ai familiari. • La Regione Calabria ha recepito tale normativa con il DCA 168/2011 e ha approvato Linee guida nel 2011, aggiornate successivamente nel 2015 e nel 2025. CONSIDERATO CHE: • Nonostante i recepimenti formali, la Regione Calabria non ha finora istituito la Rete Regionale delle cure palliative, contravvenendo a obblighi di legge e ignorando le reiterate sollecitazioni inviate dall’AGENAS;
• Secondo AGENAS e Ministero della Salute, tutte le Regioni italiane dovrebbero disporre di una Rete regionale di cure palliative e presentare ogni anno un piano di potenziamento ai sensi della Legge 197/2022, con monitoraggio obbligatorio e obiettivi progressivi fino al 90% di copertura entro il 2028;
• Tuttavia, emergono forti disomogeneità territoriali, con regioni molto avanzate e altre molto indietro, specialmente nel Mezzogiorno;
• Il D.L. n. 73/2021 (“Sostegni bis”) stabiliva l’obbligo di completare una ricognizione delle attività entro il 31 dicembre 2021 per garantire l’uniforme erogazione delle cure entro il 31 dicembre 2025;
• Ad oggi la Calabria continua a risultare una Regione inadempiente;
• Si stima che in Calabria vi siano circa 10.000 persone all’anno bisognose di cure palliative, ma il tasso di copertura dei servizi dedicati non supera attualmente il 20% del fabbisogno;
• Il modello organizzativo attuale appare inadeguato: le cure domiciliari sono spesso impropriamente incluse nel servizio ADI (Assistenza Domiciliare Integrata), nonostante la Legge 38/2010 richieda équipe multidisciplinari dedicate e ad alta intensità assistenziale;
• Esempi critici, come quello dell’ASP di Reggio Calabria, evidenziano che le strutture di coordinamento rimangono spesso “sulla carta”, prive di autonomia finanziaria (centri di costo) e con risorse del tutto insufficienti;
• Si registra inoltre un grave danno all’erario e ai cittadini per la mancata attivazione di strutture come gli Hospice di Melicucco e Siderno, vandalizzati e abbandonati dopo la conversione;
Tutto ciò premesso e considerato INTERROGA il Presidente della Giunta regionale

Per sapere:

1. Quali siano le ragioni per cui, a distanza di oltre quattordici anni dalla Legge 38/2010, la Regione Calabria non abbia ancora strutturato e reso operativa la Rete Regionale delle cure palliative. 2. Quali provvedimenti urgenti si intendano adottare per colmare il divario tra l’attuale copertura (20%) e il reale fabbisogno della popolazione calabrese, garantendo il diritto costituzionale alla salute e alla dignità nel fine vita. 3. Se esista un programma triennale aggiornato per l’attuazione della normativa, come previsto dal decreto “Sostegni bis”, e come si intenda rispondere ai rilievi di inadempienza mossi dagli organi nazionali. 4. Come si intenda procedere per rendere le Unità di Cure Palliative (UCP) centri di costo autonomi e per dotarle di personale stabilizzato, formato e numericamente adeguato agli standard previsti dal DM 77/2022.

Allegato:

19/02/2026
G. RANUCCIO

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