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Iniziative urgenti per il contrasto alla migrazione sanitaria e il potenziamento dell’offerta sanitaria regionale alla luce dei dati record sulla mobilità passiva 2023.. INTERROGAZIONE n. 64 del 06/03/2026

Al Presidente della Giunta regionale

Premesso che:

• La Calabria detiene attualmente il primato per il peggior saldo negativo della mobilità sanitaria in Italia, avendo registrato nel 2023 un passivo di -326,9 milioni di euro. • Tale dato rappresenta un ulteriore peggioramento di 22,1 milioni di euro rispetto all’anno precedente, confermando una persistente criticità strutturale del sistema sanitario regionale rispetto a quello di altre regioni del Paese. • L’impatto economico pro-capite di questo saldo negativo è stimato in -178 euro per ogni residente calabrese. • Il volume dei debiti (prestazioni erogate ai cittadini calabresi fuori regione) ammonta a circa 362,4 milioni di euro, a fronte di crediti per mobilità attiva pari a soli 35,4 milioni di euro, dato che colloca la Regione al 18° posto nazionale per capacità attrattiva. Considerato che: • Il fenomeno della migrazione sanitaria appare in larga parte determinato dalle persistenti criticità del sistema sanitario regionale. In ambito oncologico, il 62% dei pazienti con tumore del polmone e il 42% delle donne con tumore al seno sono costretti a recarsi fuori regione per l’intervento chirurgico. • La medicina territoriale calabrese presenta significative difficoltà organizzative, risultando tra le ultime nel contesto nazionale con un punteggio nell’area distrettuale dei LEA pari a 40 punti. • L’attuazione della Missione 6 del PNRR procede con evidenti ritardi: al 30 giugno 2024 risultavano operative solo 4 Case di Comunità su 61 previste, mentre i 20 Ospedali di Comunità programmati risultano ancora non attivati. • Sussiste una cronica carenza di personale sanitario, stimata mediamente nel 15% in meno rispetto alla media nazionale (10,2 unità ogni 1.000 abitanti contro 11,9), con un deficit specifico di infermieri pari al 18%. • La persistente situazione di commissariamento del sistema sanitario regionale e il regime di piano di rientro continuano a incidere negativamente sulla piena programmazione e riorganizzazione dei servizi, contribuendo ad alimentare la sfiducia dei cittadini che spesso si rivolgono a strutture di altre regioni, in particolare Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, che assorbono gran parte della mobilità sanitaria in uscita. Tutto ciò premesso e considerato INTERROGA il Presidente della Giunta regionale

Per sapere:

• Quali iniziative urgenti e straordinarie la Giunta regionale intenda adottare per ridurre i tempi delle liste d’attesa e potenziare l’offerta di chirurgia oncologica sul territorio regionale, al fine di garantire ai cittadini calabresi il diritto costituzionale alla cura nel proprio territorio. • Quale sia il cronoprogramma per l’attivazione delle restanti Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità finanziati dal PNRR, presidi ritenuti essenziali per il rafforzamento della medicina territoriale e per la riduzione degli accessi impropri ai Pronto Soccorso. • Se sia previsto un piano straordinario di reclutamento di personale sanitario finalizzato a colmare il divario esistente rispetto alla media nazionale e a garantire la piena operatività delle strutture territoriali e ospedaliere. • Quali iniziative politiche e amministrative la Regione intenda promuovere al fine di favorire il superamento del regime di commissariamento della sanità calabrese e il ritorno a una piena gestione ordinaria del sistema sanitario regionale. • Quali misure la Giunta regionale intenda adottare per rafforzare la capacità di attrazione del sistema sanitario calabrese e ridurre progressivamente il saldo negativo della mobilità sanitaria, anche attraverso il potenziamento delle strutture e delle eccellenze sanitarie presenti sul territorio regionale. • Quale sia la posizione della Giunta regionale in merito agli effetti della legge sull’Autonomia Differenziata che, in assenza di adeguati finanziamenti dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), rischia di accentuare ulteriormente le disuguaglianze territoriali e il trasferimento di risorse sanitarie dal Sud verso le regioni del Nord.

Allegato:

06/03/2026
G. RANUCCIO

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