Rosellina-Madeo

Criticità del modello prescrittivo regionale relativo a farmaci ferrochelanti (Deferiprone e Deferasirox) e mancato riconoscimento dei Centri Trasfusionali tra i Centri Prescrittori. INTERROGAZIONE n. 73 del 16/03/2026

Al Presidente della Giunta regionale

Premesso che:


con DCA n. 164/2018 la Regione Calabria ha definito l’elenco dei Centri autorizzati alla prescrizione dei farmaci soggetti a specifico Piano Terapeutico. In tale provvedimento i Servizi Trasfusionali risultano autorizzati alla prescrizione della Deferoxamina (DFO), ma non dei farmaci Deferasirox (DFX) e Deferiprone (DFP). −
il DCA n. 36/2023 ribadisce che la prescrizione dei farmaci soggetti a Piano Terapeutico è riservata esclusivamente agli specialisti autorizzati, appartenenti ai Centri Prescrittori individuati nell’Allegato 1, incaricati anche della compilazione delle schede di diagnosi e terapia, della gestione dei PT e della loro trasmissione ai Servizi Farmaceutici Territoriali competenti: −
nonostante l’aggiornamento del modello prescrittivo regionale, i Centri Trasfusionali non risultano inseriti tra i Centri Prescrittori autorizzati alla prescrizione di Deferasirox e Deferiprone, restando confermata esclusivamente l’autorizzazione alla prescrizione della Deferoxamina, pur trattandosi di strutture che seguono clinicamente pazienti talassemici e altri pazienti politrasfusi e che monitorano con regolarità tutti i parametri clinici correlati alla terapia ferrochelante (ferritina, creatinina, RMN T2*, aderenza terapeutica) −
la mancata inclusione dei Servizi Trasfusionali determina, di fatto, un sistema duplicato: i pazienti politrasfusi seguiti stabilmente presso i Servizi Trasfusionali, e già sottoposti a monitoraggio clinico continuativo, sono costretti a rivolgersi alle strutture di Ematologia esclusivamente per ottenere o rinnovare il Piano Terapeutico dei farmaci ferrochelanti Deferasirox o Deferiprone. Considerato che: −
l’attuale modello organizzativo comporta che numerosi pazienti politrasfusi calabresi debbano affrontare ritardi significativi nella prescrizione e nel rinnovo dei Piani Terapeutici dei farmaci ferrochelanti, con il rischio concreto di interruzione della terapia, indispensabile per prevenire l’accumulo di ferro e le conseguenti complicanze d’organo;

la carenza di specialisti ematologi in diverse aree della Calabria determina una forte concentrazione dell’attività prescrittiva in pochi centri autorizzati, costringendo molti pazienti a frequenti spostamenti anche verso altre province e generando evidenti disparità territoriali, costi logistici e disagi rilevanti per pazienti fragili che necessitano di cure continuative e ravvicinate −
i Centri Trasfusionali, pur possedendo competenze cliniche consolidate nella gestione dei pazienti politrasfusi e nel monitoraggio della terapia ferrochelante, non risultano abilitati alla prescrizione dei farmaci sopra indicati, determinando un doppio percorso – clinico e burocratico – che non incrementa la sicurezza assistenziale ma produce rallentamenti e inefficienze nel percorso di cura. Tenuto conto che: −
la Regione Calabria risulta quindi in ritardo rispetto agli standard nazionali, mantenendo un modello che non valorizza le competenze dei trasfusionisti e che incide negativamente sulla qualità di vita dei pazienti politrasfusi;

Regioni come Puglia, Sicilia, Lombardia, Emilia‑
Romagna e Toscana hanno già adottato modelli più moderni, nei quali i Centri Trasfusionali sono direttamente autorizzati alla prescrizione dei farmaci ferrochelanti, oppure operano in regime di prescrizione condivisa con gli ematologi, garantendo così continuità terapeutica, prossimità delle cure e riduzione dei tempi di attesa;

appare pertanto necessario procedere ad un aggiornamento della normativa regionale che preveda: • il riconoscimento dei Centri Trasfusionali come Centri Prescrittori • la possibilità di modelli di prescrizione condivisa Trasfusionale-Ematologia • la digitalizzazione dei Piani Terapeutici, al fine di semplificare il percorso assistenziale dei pazienti e migliorare il coordinamento tra strutture ospedaliere e servizi territoriali. Tutto ciò premesso e considerato INTERROGA il Presidente della Giunta regionale nonché Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di Rientro dai disavanzi del SSR calabrese

Per sapere:


per quali ragioni la Regione Calabria continui a mantenere, anche dopo gli aggiornamenti introdotti dal DCA n. 36/2023, un modello prescrittivo che esclude i Centri Trasfusionali dalla prescrizione dei farmaci ferrochelanti Deferasirox e Deferiprone, risultando più restrittivo rispetto a quello adottato in numerose altre regioni italiane e non pienamente coerente con i bisogni assistenziali dei pazienti politrasfusi;

quali iniziative urgenti si intendano adottare per aggiornare i decreti regionali relativi ai Centri Prescrittori, includendo i medici dei Centri Trasfusionali tra gli specialisti autorizzati alla prescrizione e al rinnovo dei farmaci ferrochelanti;

Se non si ritenga opportuno introdurre un modello di prescrizione condivisa tra Trasfusionale ed Ematologia, al fine di garantire continuità terapeutica, riduzione dei tempi di attesa e prossimità dell’assistenza;

quali misure si intendano attivare per procedere alla digitalizzazione dei Piani Terapeutici, semplificando il percorso dei pazienti politrasfusi ed eliminando ritardi evitabili legati alla gestione cartacea;

Se la Regione intenda avviare un confronto istituzionale con le realtà regionali che hanno già implementato modelli prescrittivi più efficienti, al fine di uniformare l’accesso alle cure e colmare il divario organizzativo che oggi penalizza i cittadini calabresi.

Allegato:

16/03/2026
R. MADEO

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